il Tlog della Domenica

contro senza se e senza ma (2.0 version)

Sep 09
Permalink

I CANTANTI? FACCIAMOGLI L’ANTIDOPING

La nostra immodesta proposta per affrontare la Grande Ipocrisia

Sempre stato antiproibizionista: al bdd non piace un paese dove ti puoi ritrovare le guardie in casa a controllare che tipo di piante coltivi. Però alla totale libertà dell’individuo privato ci piacerebbe si affiancasse altrettanta attenzione su ciò che rischia di limitare la libertà e la salute altrui. Dunque essere antiproibizionisti non vuol dire necessariamente consentire all’assoluta mancanza di controllo sull’uso ed abuso di droghe e medicinali: e il caso del doping nell’opera lirica dimostra che esistono invece smisurate zone franche sottratte non solo alla sanzione (e vabbè) ma perfino alla semplice conoscenza statistica del fenomeno.

Si dirà: la droga gira da ogni parte, dov’è lo scandalo? Lo scandalo - o per meglio dire la Grande Ipocrisia su cui si regge tutto il baraccone - è nel far finta di non vedere il carattere pubblico e competitivo di ogni performance musicale. E se nella musica (proprio come nello sport) c’è chi altera artificialmente le proprie prestazioni, non si capisce perchè in quest’ambito debba essere tranquillamente accettata una forma di concorrenza sleale che altrove scatena magistrati e prime pagine dei giornali. L’uso di sostanze dopanti - come il cortisone, che nello sport è soggetto a severa restrizione d’uso - consente di cantare meglio e più spesso degli altri. E ormai siamo al paradosso che se per un concerto non sei in regola con la Siae ti fanno un culo così, mentre per tutto il resto è l’anarchia più sfrenata.

Dunque non si vede perchè debba non esistere una commissione antidoping anche a tutela della musica dal vivo, sul modello di quanto già avviene nello sport. Si facciano un giro nei camerini di Vasco Rossi, ogni tanto.